Il territorio

La Cappella della Madonnetta alla Maddalena

nell'ottocento il pescatore michele scotto, per ringraziare la madonna dopo un naufragio scampato, pose su un masso di granito una statuetta. Nel 1928 venne edificata una cappella per proteggerla e oggi il luogo è meta di pellegrinaggi

La fede cristiana è da sempre uno dei capisaldi della cultura sarda, come testimoniano le abbondanti cappelle e chiesette sparse dappertutto. Uno dei più spettacolari esempi di architettura religiosa nell’arcipelago della Maddalena è la minuscola Cappella della Madonnetta, eretta su una roccia di granito a picco sul mare nel territorio che oggi appartiene alla batteria militare "di Carlotto” e meta di pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti da tutta la regione.

La storia di questo manufatto risale al tardo Ottocento quando il pescatore Michele Scotto, soprannominato "zi Cristu”, riuscì a scampare al naufragio dal mare in tempesta rifugiandosi in un’insenatura tra i massi di granito della costa. Per riconoscenza alla Divina Provvidenza che lo aveva salvato, pose in quel luogo una piccola statua della Vergine Maria all’interno di una nicchia. Ogni mercoledì, Scotto si recava a mettere un cero di fronte alla statuetta, e presto altri iniziarono ad imitarlo.

Nel 1923 Giovanni Maria Pitturru, il capoposto della batteria militare "Ermanno Carlotto”, decise di far erigere una piccola cappella a protezione della statuetta. L’opera venne completata in cinque anni con il contributo prezioso dei militari locali e degli scappellini di Cala Francese, fu benedetta e inaugurata con una piccola processione. È stata restaurata più volte perché danneggiata dalla corrosione marina. Il 1 maggio di ogni anno si festeggia con una Santa Messa.

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